Mente, cuore, mani
3 ottobre – Parco Villa Baglioni
Massanzago (Padova)
Primo match in Italia di disabili standing
Giuseppe Mondello e Filippo Pinto

iERI, 3 ottobre , si è disputato il primo incontro in Italia di atleti standing, Giuseppe Mondello, toscano, e Filippo Pinto veneto, a Massanzago – Padova.
Un eredità morale che lo stesso Papa Francesco ha divulgato anche nel mondo dello sport. Un’eredità spirituale, educativa e sociale che anche la FPI promuove attraverso la metafora di cadere e rialzarsi più forti di prima.
Su questo concetto, il 3 ottobre scorso, nella magnifica Villa Baglioni a Massanzago, Padova, si è svolto il Primo Match in Italia di disabili standing, Filippo Pinto e Giuseppe Mondello, due ragazzi che si sono incontrati sul ring e hanno vinto, entrambi, perché, al di là delle loro abilità fisiche, economiche, sociali, hanno scoperto che lo sport ha il potere di unire le persone come strumento di inclusione per rompere le barriere, celebra la diversità trasformando la disabilità in abilità.



Giuseppe Mondello, iscritto alla FPI, allenato da Simone Vannuzzi alla palestra ASD Dinamika di Firenze, vive a Pistoia, da sempre amante della boxe, affetto dalla Sindrome di Poland dalla parte sinistra.
La Sindrome di Poland è una rara condizione congenita caratterizzata dalla malformazione dello scheletro toracico e/o degli arti superiori. È stata descritta per la prima volta nel 1841 dal chirurgo britannico Alfred Poland. Questa sindrome si manifesta principalmente con l’assenza parziale o totale del muscolo pettorale maggiore su un lato del corpo, associata spesso ad alterazioni nello sviluppo delle coste sottostanti, fino alla loro assenza.
A 14 anni Giuseppe e la sorella hanno perduto la mamma e si sono traferiti da Messina a Pistoia, dallo zio, dove Giuseppe si iscrive ad una palestra di pugilato continuando gli studi.

Come ci dice Giuseppe Mondello di 19 anni allenato da Simone Vannuzzi alla Palestra Dinamika Special Boxe:
Sono iscritto alla FPI e grazie al primo stage in Italia di Paraboxe organizzato dalla FPI a Firenze alla palestra Dinamika Special Boxe ho avuto l’opportunità di conoscere il mio attuale maestro, Simone Vannuzzi. Lo ringrazio profondamente per aver creduto in me, per avermi preso a cuore e per tutto quello che mi sta insegnando, non soltanto sul ring ma anche nella vita. Il 3 ottobre arriverà finalmente il momento che ho desiderato per tanto tempo, l’inizio di una partenza bellissima…A settembre inizierò anche un nuovo capitolo della mia vita, l’università in Economia Aziendale a Firenze, ma continuerò a dedicare tutto me stesso alla preparazione per il 3 ottobre. Non so ancora come andrà il match, ma so con certezza che salirò sul ring dando tutto me stesso.


Parla Filippo Pinto, 26 anni, ingegnere veneto, allenato da Nicola Masiero alla palestra Phoenix Boxe ASD di Padova, iscritto alla FPI.
Sono nato con agenesia, ma non ho mai lasciato che questa condizione definisse i miei limiti. Il 24/25 gennaio scorso sono stato ospite della Dinamika Special Boxe a Firenze con il mio allenatore Nicola Masiero per il primo stage in Italia di atleti disabili dove ho avuto modo di allenarsi e confrontarmi con altri atleti, portando sotto i riflettori il mondo della Paraboxe con le sue enormi potenzialità.
Un cammino costruito passo dopo passo, sono stato seguito da Together We Ride, che oggi mi affianca con un ausilio protesico ad alte prestazioni, progettato su misura per la boxe e attualmente in continua evoluzione, migliorato sulla base delle mie sensazioni, delle richieste tecniche e del mio costante progresso sul ring. Ho scelto di mettersi in gioco con il pugilato, e ogni giorno dimostro che la vera forza è nella volontà.
Pressoffice ASD Dinamika Special Boxe
